I prodotti locali del territorio

Gli ortaggi dei Parchi

Asparago rosa di Mezzago e le patate di Oreno sono i prodotti trainanti della filiera, ma ad essi si uniscono anche zucchine, pomodori, verze e ortaggi di vario genere. Prodotti localmente dalle aziende agricole dei tre Parchi (Molgora, Cavallera e Rio Vallone).

Le coltivazioni seguono i principi dell’agricoltura integrata che ne garantiscono la genuinità e il rispetto per l’ambiente.

Il Pan dei Parchi nasce dal grano coltivato nell’est brianzolo e milanese, ampliando l’esperienza del Pane Parco Molgora che in questi anni ha messo in rete agricoltori, panificatori e commercianti. Rispettando i dettami dell’agricoltura integrata, gli agricoltori ottengono un grano di qualità e garantiscono benefici per l’ambiente. La farina che ne deriva è una farina bianca tipo 0.

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Nel complesso il progetto di produzione agricola locale lanciato dal Consorzio Parco del Molgora nel 2007, valorizza il lavoro dei campi, riqualifica il paesaggio rurale e ricrea nei cittadini il legame tra campagna e città.

Il pan dei Parchi

L’asparago rosa di Mezzago

L’ Asparago Rosa di Mezzago rappresenta un forte elemento distintivo ed una realtà pressoché unica della produzione agricola della Provincia di Monza-Brianza, la cui tipicità è diventata fattore caratterizzante della comunità locale, della sua storia e delle sue tradizioni. L’asparago coltivato a Mezzago è caratterizzato da un sapore particolarmente delicato, ha l’apice rosato nei primi 3 – 4 cm ed il resto del “turione” bianco, cosa che lo rende unico nel panorama varietale. La colorazione rosa è infatti dovuta ad una particolare combinazione di fattori, tra cui i terreni argillosi con particolare presenza di minerali ferrosi, ma soprattutto

l’esito della modalità di coltivazione, in cui il terreno opportunamente rincalzato no li espone ai raggi solari, privandoli così del pigmento verde della clorofilla. L‘istituzione e l’attribuzione del marchio De.Co. (Denominazione Comunale) da parte dell’Amministrazione Comunale di Mezzago, tutela e attesta l’origine dei prodotti tipici locali, rappresentando una forma di garanzia dei consumatori e degli stessi produttori rispetto alla tipicità, la provenienza ed il rispetto delle norme e delle prescrizioni contenute nel “Disciplinare per la coltivazione” e del relativo “Protocollo di produzione e commercializzazione”.

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La comparsa di questa coltura nel territorio di Oreno, frazione di Vimercate, risale alla seconda metà dell’ottocento, in seguito alla diffusione della fillossera che ridusse l’estensione delle superfici vitate e della diminuzione della gelsi bachicoltura. Se le sorti della coltivazione furono segnate dalla riduzione di ettari e coltivatori, non altrettanto si può dire per le iniziative di valorizzazione che videro, con la prima edizione ideata nel lontano settembre 1968, la nascita della “Sagra della patata” giunta fino ai nostri giorni con precisa e costante cadenza biennale. Attorno a questo evento ruota gran parte dell’interesse dei coltivatori locali nel mantenimento della coltivazione di tuberi. La produzione attuale è stimata in circa 4.000 q.li lordi annui. La riattivazione della filiera di questa patata inizia da lontano.

Un piccolo quantitativo di circa 30 kg di tuberi di Biancona, messi a disposizione da parte del Consorzio Genovese della Quarantina, è stato riseminato in montagna nel marzo 2010, dall’Associazione Agricoltori Val San Martino, gruppo composto da una decina di contadini delle prealpi lecchesi. La moltiplicazione di questi tuberi seme è stata destinata ad alcuni produttori storici dell’area vimercatese, in particolare nel Parco agricolo della Cavallera, che hanno potuto così affiancare, seppure in modeste quantità (per ora), alla varietà commerciale Kennebec questo tubero di antica memoria. La patata di oreno, detta Biancona, presenta un tubero tondo-ovale, leggermente appiattito, di grossa pezzatura, buccia chiara, liscia, pasta bianco-paglierina.

La patata di oreno

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