Il territorio dei Parchi

Il Parco Agricolo Nord Est

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Il Parco Agricolo Nord Est (P.A.N.E) è un Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS), nato dalla fusione tra il Parco del Molgora e il Parco del Rio Vallone. Attualmente il Parco interessa il territorio di tre Province, Milano, Monza Brianza e Lecco, occupa una superficie complessiva di 2933 ettari e comprende i Comuni di Agrate Brianza, Aicurzio, Basiano, Bellusco, Burago di Brianza, Bussero, Busnago, Cambiago, Caponago, Carnate, Carugate, Cavenago di Brianza, Gessate, Masate, Mezzago, Ornago, Pessano con Bornago, Ronco Briantino, Sulbiate, Usmate Velate, Verderio Inferiore Molgora e Vimercate. Il Parco costituisce un polmone verde, formato per lo più da una matrice agricola con la presenza di elementi naturalistici di pregio, in un territorio fortemente urbanizzato a nord-est della conurbazione milanese. Morfologicamente il territorio di P.A.N.E. è caratterizzato da terrazzi fluvioglaciali incisi dal corso dei torrenti Molgora e Vallone. Sono presenti diverse zone umide, sorte in vecchie cave d’argilla, che favoriscono un positivo interscambio fra ecosistemi differenti.

Il Parco della Cavallera

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Il Parco della Cavallera é un Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) che comprende i comuni di Arcore, Concorezzo, Villasanta e Vimercate. E’ situato, nel contesto dell’alta pianura asciutta, un ambito caratterizzato da significativi episodi di espansione urbana, a scapito del paesaggio agrario. In tale ambito il sistema agricolo, in cui prevalgono, oltre alle superfici a seminativo e a prato, gli impianti florovivaistici e le colture orticole, appare ancora riconoscibile e apprezzabile, rivestendo notevole importanza in quanto elemento di interfaccia e di relazione tra i diversi sistemi insediativi e, almeno in prospettiva, per la possibilità di istituire un rapporto privilegiato tra i margini dei tessuti urbani e lo spazio aperto. Ha un’estensione di circa 625 ettari, in massima parte agricoli con lembi significativi di bosco e alcune aree umide di un certo pregio ambientale, anche se profondamente alterate da una fruizione ludico-sportiva che ha in parte degradato l’assetto ecologico dell’area.